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News | Salario minimo e certificazione SA 8000


Il salario minimo è una soglia fissata da ciascuno stato sotto il quale nessun datore di lavoro può scendere nel pagamento delle prestazioni lavorative. Di norma i contratti collettivi fissano queste soglie per ciascuna categoria di lavoratori, lasciando però scoperta un'enorme fetta di lavoratori, a cui manca una sorta di paracadute che scongiuri paghe troppo basse.

Attualmente il salario minimo esiste in 21 paesi su 27 dell’Unione Europea. Non lo hanno Italia, Danimarca, Finlandia, Austria, Svezia, Cipro. Le differenze sono notevoli: si va dai 332 euro al mese della Bulgaria ai 2.000 del Lussemburgo. In totale sono otto gli Stati dove si supera quota 1.000 euro: Slovenia (1.074 euro), Spagna (1.126 euro), Francia (1.603 euro), Germania (1.621 euro), Belgio (1.658), Paesi Bassi (1.725 euro), Irlanda (1.775 euro).


L’idea delle istituzioni europee è di rispettare le diverse tradizioni di welfare dei Ventisette, arrivando però a garantire un tenore di vita dignitoso, a ridurre le disuguaglianze e a mettere un freno ai contratti precari e pirata. Si mira poi a “rafforzare il ruolo delle parti sociali e della contrattazione collettiva”.


LA NORMA SA 8000, prima edizione uscì nel 1997, relativa alla Responsabilità sociale prevede che le aziende garantiscano stipendi sopra il salario minimo o living wage.


Il punto 8 dello standard SA8000 si occupa della retribuzione e come primo criterio sull’argomento stabilisce che:


  • 8.1 L’organizzazione deve rispettare il diritto del personale ad un salario dignitoso, e garantire che la retribuzione pagata per una settimana lavorativa normale, straordinari esclusi, corrisponda sempre almeno agli standard legali o agli standard minimi di settore, o ai contratti collettivi (ove applicabile).


I salari devono essere sufficienti a soddisfare i bisogni primari del personale, oltre a fornire un qualche guadagno discrezionale.


Il riferimento al rispetto dei contratti collettivi viene considerato da alcuni l’unico riferimento valido di definizione del salario dignitoso dei lavoratori e questo in pratica significherebbe che, dimostrando l’applicazione del minimo salariale previsto dai contratti nazionali di lavoro (CCNL), si possa dare evidenza del soddisfacimento del requisito 8.1 dello standard.


Ma NON è COSI’: nel marzo 2022, l’inflazione sale insieme ai costi dell’energia e il tema della sostenibilità del caro prezzi per le famiglie è un argomento di cui tutti parlano.

In soldoni il rispetto del salario minimo (retribuzione oraria minima) definita dai CCNL non è sinonimo di salario dignitoso.


Se siete interessati ad approfondire l’argomento o ad effettuare una valutazione della vostra siamo a vostra disposizione.


Alessandra Perini

perini@xlteam.it

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